Attraverso l’obiettivo fotografico, la città lascia le sue tracce che restano impresse sulla pellicola. Frutto di osservazioni, impressioni, stati d’animo, propongono un racconto del mondo che non è l’esattezza del reale, ma l’ambiguità della ‘realtà’ carpita attraverso i diversi punti di vista di chi propone il racconto.
La rappresentazione è, quindi, invenzione, in quanto può essere: esplicativa, commovente, toccante, coinvolgente, arguta, e questo dipende dalla misura in cui lo scrittore, il pittore, il fotografo, riescono a cogliere le relazioni significative col modello. Cogliere queste relazioni significa interpretare e concepire alcuni aspetti di un oggetto e costruire nella nostra mente l’idea di oggetto; svelare l’aspetto, perciò, non significa svelare l’oggetto, ma l’interpretazione che noi diamo di questo: “rappresentando un oggetto, noi non copiamo tale interpretazione – la Otteniamo”.
Il disaccordo tra l’immagine fotografica e la ‘realtà’, seppure la sua capacità di imitazione e duplicazione sia altamente ‘realistica’, emerge nell’effetto di alienazione e astrazione che la fotografia propone del mondo. “Il fotografico non è duplicazione della realtà, ma proprio la rappresentazione della totale impossibilità della duplicazione”. Esibisce una nuova ‘realtà’ che ha, però, i tratti “familiari” della realtà apparente.
Il fotografo produce un’opera di ri-costruzione della città e con la fotografia coglie ciò che per l’occhio comune è invisibile. L’immagine del mondo ha quindi una doppia valenza unificata dallo sguardo e trasferita in un nuovo oggetto: la fotografia. Il problema della rappresentazione è dunque un problema di cambiamento del senso da parte di un mezzo che sembra riprodurre esattamente la ‘realtà’, documentarne la vera essenza.
I “nuovi” fotografi di paesaggio italiani hanno compreso che è nella riproduzione della veridicità del reale che sta l’ambiguità e la duplicità della fotografia poiché ” quello che alla fine ci è dato di sapere, raccontare, rappresentare non è che una piccola smagliatura sulla superficie delle cose, dei paesaggi, dei luoghi che abitiamo e viviamo”.
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dom, nov 23, 2008
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