Gregory Crewdson | Interview
Intervista al fotografo americano Gregory Crewdson e al suo modo originale e unico di fotografare. Tecnica e filosofia di un fotografo.
Intervista al fotografo americano Gregory Crewdson e al suo modo originale e unico di fotografare. Tecnica e filosofia di un fotografo.
2Photo iterviews | Interview with Jen Davis – Part One from 2photo on Vimeo.
2Photo ha intervistato Jen Davis, una giovane fotografa di New York nota per il suo lavoro Self-Portrait, che scandaglia quale sia “la correlazione diretta tra la percezione di sé e il modo in cui si è percepito da altri.”
Jen parla anche dei suoi nuovi progetti: Ask in Exchange e webcam.
Installazione dell’artista e fotografo cinese Wang Qingson all’Hammer Museum di Los Angeles. Wang Qingsong è uno delle figure più influenti dell’arte cinese.
Il lavoro del fotografo e artista cinese Wang Qingsong è assimilabile a quello di un regista cinematografico, egli infatti progetta e concepisce scenari elaborati che coinvolgono decine di persone in fasi diversi proprio come se stesse girando un film. Wang Qingsong crea fotografie di grandi dimensioni costruite in studio usando tecniche e modalità da still life che esplorano i rapidi cambiamenti che si stanno verificando in Cina, ispirandosi e mescolando la tradizione dell’arte classica cinese e occidentale.
Mika Ninagawa non è solo una fotografa di moda ed un’artista affermata, è una super star. In Giappone è seguita da vere e proprie grupies che aspettano ore ed ore in fila per entrare alle sue mostre (la sua retrospettiva alla Tokyo Opera City Art Gallery nel 2008 ha registrato il record di 62 mila spettatori in un mese). Una candida Andy Warhol dei nostri giorni i cui ritratti sono contesi da cantanti attori e personalità di tutto il mondo.

Il concorso nasce grazie all’Archeoclub “Troisio de Rota”, ed ha come scopo la valorizzazione storico,artistico e culturale della città di Mercato S.Severino.
Il concorso è aperto a tutti,senza limite di età o nazionalità. I fotografi per partecipare dovranno inviare entro e non oltre il 24 luglio 2012 una selezione di un masssimo di 3 fotografie rispettanti il tema scelto.E’ necessario allegare alle foto un titolo o una breve didascalia.
I files dovranno essere spediti in formato JPEG o RAW o equivalenti agli indirizzi mail sotto elencati e lo scatto dovrà essere originale.Tutte le foto che parteciperanno saranno pubblicate sul sito: www.cittadimercatosanseverino.it e sulla pagina facebook dell’associazione completa di nome e cognome dell’autore.
L’organizzazione escluderà tutte le foto che non rispettino il tema indicato.Tutte le foto partecipanti verranno altresì esposte in una mostra durante il giorno dell’evento.
La giuria sarà composta da tre fotografi professionisti.Inoltre le foto partecipanti saranno votate sia da una giuria popolare che nel giorno stesso della mostra daranno il proprio voto sia da un pubblico sul social network(Facebook), precisamente su un gruppo creato appositamente per l’evento.Il gruppo prenderà il nome stesso dell’evento ossia”I Giardini dell’Arte”e le foto potranno essere votate dalla mezzanotte del giorno 24 luglio alla mezzanotte del 28 luglio.
L’organizzazione pur assicurando la massima cura delle opere presentate, non risponderanno di eventuali furti, smarrimenti, incendi, vandalismi ed altre manomissoni, anche se prodotti dolosamente, occorsi durante il periodo della manifestazione. I partecipanti autorizzano a titolo gratuito la riproduzione con qualsiasi mezzo delle foto in concorso senza necessità di ulteriori consensi.
I premi si divideranno in buoni d’acquisto presso un negozio fotografico :
I classificato : € 200 II classificato : € 100 III classificato : € 50
Per partecipare al concorso i fotografi interessati dovranno inviare entro e non oltre il 25 luglio 2012 le foto con le relative didascalie all’indirizzo e-mail dell’associazione e i loro dati anagrafici compilando l ‘allegato della domanda d’iscrizione.
La quota d’iscrizione sarà di euro 10,00(spese organizzative e stampe foto incluse).
Per info e contatti:
Orlando_ cell: 348 9595440 e-mail: [email protected] oppure: [email protected]
Guardare le fotografie di Don McCullin è come appostarsi sul ciglio di un burrone e guardare giù ben sapendo che si soffre di vertigine e che la distanza tra quello che si vede e quello che si percepisce non è poi tanto grande.
E’ la contemplazione dell’abisso e della parte nera dell’umanità che dalla camera oscura di McCullin si propaga nelle immagini senza fronzoli, che hanno sì il merito di raccontare una storia, ma che scoprono la parte meno nobile dell’essere umano.

Se non ci fosse condivisione, se non ci fosse l’incontro tra le persone, non esisterebbe alcuna cittadinanza, alcuna vita comune. Alla base di tale concetto sta il rapporto tra le persone la cui crescita è proporzionale alla condivisione di opinioni, di idee, di culture, mentre la sua negazione porta all’allontanamento e all’odio.
Attraverso SAME SKIN rendiamo neutra la prima delle differenze tra gli esseri umani, il colore della pelle, rappresentando questi ultimi come manichini grigi ricoperti dai cinque colori dell’umanità. Il concetto che ne deriva è che siamo tutti uguali e che da questa uguaglianza si deve partire per rendere la vita comune più concreta, senza alcuna divisione legata a pregiudizi.
Sedi mostra e installazioni:
libreria TempoLibro, via Emilia San Pietro, 7 (RE)
il Ballarino, via Toschi, 5/a (RE)
Installazioni:
Spagni Due, via Emilia San Pietro, 37/b (RE)
via Leopoldo Nobili, 19 (RE)
libreria all’Arco, via Emilia Santo Stefano, 3/d (RE)
via Emilia San Pietro, 14 (RE)
Contatti:
www.francescavezzani.com
www.breakingphoto.it
[email protected]
[email protected]

Silenzio.
Fumo di sigaretta nell’aria.
L’assenza di suono fresca dell’ “è – stato” inonda l’aria e la riempie di un ricordo che non ci è dato di conoscere.
Un connubio tra alto e basso si fonde in un dialogo tra concettualità e tecnicismo, si concentra su un’interpretazione di un kitsch dalle velleità molto meno pornografiche e più pittoresche, concetto inteso nell’ultima accezione che gli ha attribuito l’arte contemporanea.
La tradizione della fotografia erotica è tanto vecchia quanto l’invenzione del mezzo stesso: primo caso e primo grande scandalo fu creato da Diotallevi, quando, con l’aiuto della moglie, nella Londra di metà ottocento, realizzava immagini pornografiche ispirate alla Bibbia e ai fotomontaggi.
Deprecabile e di dubbia moralità, il caso Diotallevi ci ha offerto la testimonianza delle prime manifestazioni svelate ed il primo vero sdoganamento dell’immagine del corpo scoperto.
Nel corso della storia della fotografia, questo mercato non si è mai fermato e certamente questo genere di produzione non ha mai cessato di suscitare interesse.
La trasformazione e le contaminazioni tra ricerche concettuali e fotografia erotica hanno trovato il picco di massima espressività durante gli anni ottanta del novecento: da questo momento in poi il corpo diventa oggetto trasmissivo e soggettuale del processo fotografico.
Le foto in mostra sono il frutto di questo processo foto-culturale e artistico: volente o nolente, le generazioni degli artisti successive agli anni ’70 hanno vissuto e vivono tuttora, in un clima post avanguardistico intriso di una paradossale manualità concettuale che riesce da unire un impeccabile formalismo con un concetto narrativo saldo e deciso.
Passerini ci fa entrare in una dimensione temporale sospesa, degna di essere accostata alla narrative art della suspance di Mac Adams (ovviamente sottraendo il thriller che lo ha sempre contraddistinto) ed aggiunge il tocco voyeuristico estraniante di Mapplethorpe e Weber.
Un boudoir appena consumato o una camera da letto invasa da malinconia e perversione?
E’ proprio in questo limbo che ci piace sguazzare, interrogandoci.
Room 2MILA12 | secret event
Vernissage: 26 giugno 2012
Finissage: 26 maggio 2013
Orari: tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 20.00
Ingresso gratuito.
Spazio Espositivo: MARCONI27
via Marconi, 27 – San Giovanni in Persiceto (BO) – 051 821464
Patrocini: Premio Nazionale di Arte Contemporanea ‘B. Cascella’, Premio Nazionale di Arte Contemporanea ‘P. Occhi’, Collettivo TM15, Simoni Arredamenti.
Curatori: Alessandro Passerini, Michela Malisardi, Antonio Simoni.
Artisti: Alessandro Passerini
www.passeart.it
[email protected]

Per il Festival della Fotografia Europea 2012 a Reggio Emilia Massimo Vitali presenta All together … in mostra ai Chiostri di San Pietro fino al 24 Giugno.
La mostra raccoglie una serie di lavori realizzati dal 2006 sulle spiagge estive affollate di turisti e stampati su formati di grandi dimensioni.
“… ad andare in scena … è un’umanità lontana dallo sfarzo del bel mondo … , dal culto dell’immagine e delle mode ma forse ancora più vera, colta in tutti i suoi aspetti, anche nei suoi vizi, nelle sue follie, con realismo disincantato e insieme con sincera simpatia. “ queste parole presentavano pochi mesi fa un’altra mostra, ma non di Vitali, bensì di Brugel il Vecchio.
Al primo colpo d’occhio le tecnologiche stampe digitali di Vitali mi hanno subito fatto pensare alle scene corali del pittore ”buffone” di Anversa.
Il colore marrone che unifica e confonde il brulicante caos nei giochi dei fanciulli, in Vitali diventa la luce accecante del mezzogiorno che appiattisce tutto in una sorta di bianco lattiginoso. La garbata ironia sui peccati e sulle debolezze umane riaffiora nell’agghiacciante messa a fuoco della banalità di un gesto quotidiano immortalato dallo scatto casuale.
E come davanti alle scene di Brugel davanti a questa gigantesca cartolina in plexiglas si prova una sorta di fascinazione e disagio, desiderio di cominciare a perdersi nei particolari e voglia di distogliere lo sguardo.
Il motivo di questo disagio deriva dallo stravolgimento di senso ed importanza che lo scatto provoca sull’evento raffigurato rispetto alla consueta percezione della fotografia. Normalmente la fotografia riprende eventi importanti oppure immortala eventi insignificanti rendendoli significativi, sempre ai Chiostri di San Pietro, vediamo, per esempio, gli scatti in bianco e nero di Federico Patellani: bambini che vanno a scuola con il grembiule e la cartella, guardano in camera e ci sembra, senza ombra di dubbio, un momento topico, degno di essere ricordato.
Qui è tutto diverso, centinaia di gesti, espressioni, pose, situazioni, importanti o banali vengono appiattite, livellate, massificate, non c’è più distinzione tra ciò che è importante e ciò che non lo è, non c’è più distinzione tra chi è importante e chi non lo è, siamo tutti puntini ridicoli nella nostra umanità.
Dico siamo, perché è proprio questo il meccanismo di disagio che Vitali fa scattare, riprendendo scene comuni, momenti della vita di chiunque, ha ripreso anche noi, anche noi ci sentiamo su quella spiaggia in costume a spalmarci di crema e la cosa ci infastidisce.
Quando la fotografia è mezzo di espressione artistica la fruizione diventa quella di un’opera d’arte. Questo concetto, che sembra sempre scontato quando si partecipa ad una mostra di fotografia, cioè di arte contemporanea, ci investe in tutta la sua evidenza davanti a quelle opere di senso compiuto che ci arrivano, cioè, con tutta la forza e la profondità del loro progetto e della sensibilità di chi le ha pensate.
Ma torniamo al paragone con Brugel, ci sono almeno altri due aspetti bizzarramente simili tra il fotografo ed il pittore: il primo è l’utilizzo di scorci naturali di grande suggestione, la natura sia nell’uno che nell’altro diventa spesso un elemento di contrasto, un contenitore quasi inadatto alla banalità brulicante degli abitanti che lo popolano, come a testimoniare che “in the bigger picture” la cosa importante non siamo di certo noi o le nostre vite.
La seconda è la popolarità, così come Brugel a suo tempo, Vitali riesce a creare un prodotto artistico che si vende bene (una sua opera è stata la fotografia italiana più pagata nel 2008).
Entrambi uscendo dagli schemi e stravolgendo le regole producono oggetti di culto ricercati proprio in quanto difficili da catalogare.
Entrambi puntando il loro sguardo impietoso ma non giudice sulla normalità sono riusciti a creare opere eccezionali (nel senso letterale) cioè avvertite come eccezioni rispetto alla norma.
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