I Nuovi Topografi

sab, apr 11, 2009

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I Nuovi Topografi

Lee Friedlander si può considerare il padre della fotografia americana di paesaggio contemporanea, che ha in: Baltz, Egglestone, Gossage, Balz, Robert Adams, Meyerowitz i migliori esponenti. Questi rappresentano a colori il caos, la desolazione, o soltanto l’indifferente passare del tempo della periferia americana.

Nell’anonimato delle loro immagini i “Nuovi Topografi“, ognuno col proprio imprinting, cercano di leggere lo spazio urbano che non è più quello epico e smisurato di Weston o Ansel Adams, ma raccoglie, piuttosto, l’eredità di Evans, Frank, Winongrand e Friedlander. Ciò che caratterizza il lavoro di costoro, è la ricerca di un metodo e, soprattutto, di un rigore capace di restituire credibilità all’approccio fotografico.

La presenza dell’uomo che modifica e altera il paesaggio e la città, la mescolanza tra natura e artificio, obbliga i fotografi ad abbandonare qualsiasi illusionistico racconto del territorio da un punto di vista naturale e ad affrontare “il mondo moderno” in maniera disincantata, preservando per quanto risulta possibile, “la fragile coerenza che esiste fra il soggetto e la sua rappresentazione fotografica”, tant’è che la visione di questi fotografi, risulta un’immagine confortante per i viaggiatori in movimento, in quanto è un’immagine desunta dalla geografia dei luoghi, ma immota e significativa.

Considerare il “fotografico” come indagine e non come rappresentazione sembra essere il fine ultimo della loro fotografia.

L’immediato riferimento delle fotografie di questi autori sono le immagini di Edward Ruscha, che già nel ’62 pubblicò un volumetto dal titolo Twenty six gasoline station, in cui venivano esplorati attraverso la città americana i concetti di ripetizione e monotonia.

Il movimento della nuova fotografia a colori, nel campo strettamente architettonico, si ricollega indirettamente a Robert Venturi, e, per certi versi anche a Louis Kahn. Come sostiene Allan Porter è l’architettura che indirizza la fotografia, ma sempre più spesso la progettazione dell’architettura contemporanea è influenzata dalle possibilità di lettura generate dalla fotografia. In effetti sempre Edward Ruscha nel 1966, fotografò ogni edificio della Sunset strip e realizzò un testo nel quale le immagini in sequenza restituivano i due lati della strada.

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© Lewis Baltz | Unoccupied Office, Mitsubishi | Vitre, Fr | 1997

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