Igor Moukhin | La mia Mosca
Nato nel 1961 Igor Moukhin si muove sullo sfondo della rapida trasformazione dell’arte russa che attraverso l’opera di diversi autori si è nutrita delle correnti più potenti dell’underground metropolitano e che ha avuto come esponenti più in vista: Boris Mikhailov, Boris Saveliev, Alexander Slyusarev, Alexei Shulgin, Ilya Kabakov, Erik Bulatov, Grisha Bruskin che hanno contribuito col loro lavoro a smitizzare la realtà sovietica.
Il valore del lavoro del fotografo Igor Moukhin risiede nell’accumulazione paziente di segni e significati visivi dell’esperienza quotidiana della Russia contemporanea in un periodo di crisi, di grandi cambiamenti e di opportunità. Nei suoi scatti lo stesso Moukhin afferma di essersi ispirato al lavoro di Alexander Rodchenko e ai testi di Lou Reed cercando di proporre un nuovo mondo contestualizzato attraverso i richiami culturali e i particolari che affollano le sue immagini e allo stesso tempo mostrando un punto di vista differente di quella parte ribelle e violenta che contraddistinge le città dell’ex Unione Sovietica.
Essendo un atto comunicativo la fotografia di Moukhin è una descrizione soggettiva di una cultura specifica vista da un artista profondamente legato a questa cultura che riesce però ad esprimere in maniera “globale”, senza intermediazione, parlando una lingua internazionale, la forza centripeta del mutamento radicale che attarversa la sua generazione.
Questa sorta di rimodellazione avviene per mezzo di informazioni riconoscibili come l’abbigliamento, il linguaggio del corpo, la fisiognomica, la segnaletica, i locali che ogni moscovita riconosce immediatamente ma che allo stesso tempo sono diventati uno stereotipo per il resto del mondo.
Le immagini di Moukhin si muovono così verso il racconto di una società liquida, aperta, in cui però si percepisce una profonda identificazione dell’autore con la generazione del dopo Guerra fredda che ha rimodellato l’economia, la politica e la cultura russa. Il vecchio ordine si traforma nel nuovo caos, omologato dalla pubblicità del McDonald o dei Ray-Ban che sostituiscono le icone precedenti ma che non sono indifferenti alla nostalgia e alla disillusione di quella che fu l’unione delle repubbliche socialiste sovietiche mostrando con orgoglio i brandelli di un epoca non troppo lontana immortalata nei ritratti di Lenin o Stalin.
Moukhin presenta questi emblemi come una specie di reliquie che rappresentano una generazione che sta rapidamente scomparendo, viste secondo i canoni del realismo socialista che sembra essere presente in tutte le immagini ma a cui ormai nessuno presta più attenzione.
Nei suoi scatti Igor Moukhin cerca di approfondire le ragioni di questa dicotomia e i motivi per cui molti si affidano alla fissità di un passato rassicurante di fronte ai problemi di un futuro terribilmente incerto.
Gallery di immagini di Igor Moukhin fotografo


















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