Olivo Barbieri | Architetture virtuali

lun, set 7, 2009

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Olivo Barbieri | Architetture virtuali

Olivo Barbieri riesce a dare un certo spessore alla sua fotografia quando è spinto dalla curiosità di scoprire il mistero che circonda un’architettura. Afferma, infatti, che la maggior parte delle volte, nell’architettura contemporanea, questo mistero è assente, e allora sta al fotografo trovare gli angoli e i diversi punti di vista che possano renderla interessante.

Nel compiere il suo lavoro, Barbieri, scatta normalmente centinaia di fotografie, tutte buone per essere pubblicate, ma risultano essere pochissime quelle che riescono a raccontare “qualcosa in più”.

Ogni fotografo ha una sua personalità e cerca il più possibile di mostrarla nelle fotografie, ma la personalità del fotografo non deve snaturare l’essenza dei media per cui lavora, deve innanzitutto mostrare quello per cui è chiamato e pagato a fare.

Per Olivo Barbieri la fotografia, pur essendo un mezzo ottocentesco di riproduzione meccanico risulta essere ancora il procedimento più veloce nel rappresentare la “sua realtà”, la fotografia è un “cadavere squisito” e a questo proposito ricorda l’indifferenza di Luigi Ghirri verso i cambiamenti repentini che caratterizzavano e caratterizzano il mondo dell’immagine e il suo sentirsi “vecchio” nel praticare la fotografia, nella quale però vi scorgeva un “importante momento di pausa e riflessione”.

Oggi l’editoria è disorientata per tutte le nuove forme di divulgazione e riproduzione dell’immagine, è ad un punto di svolta seppure, in Italia, le riviste d’architettura, rispetto ad altri mondi quali la moda che in questi ultimi anni ha fatto enormi balzi in avanti, anche se oggi si continua a rielaborare il già visto, accusano un certo ritardo, fossilizzate nelle loro nicchie di mercato fatte di pubblicazioni per lettori specialisti per i quali la fotografia non deve intralciare la “visione” dell’architettura.

I consumatori dell’architettura contemporanea sono le nuove generazioni abituate a una fruizione dell’immagine più suggestiva che descrittiva, web, cinema, video-clip, pubblicazioni d’arte contemporanea, riviste di moda, per cui, la fotografia per continuare ad avere una sua valenza nel mondo della comunicazione deve livellarsi verso uno standard qualitativo più alto o ricercare nuove strade quale può essere quella della fotografia digitale, visto che il supporto cartaceo è diventato vecchio per descrivere un mondo che si rispecchia sempre più facilmente nei mezzi di comunicazione interattivi.

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