Santiago Calatrava | La stazione Stadelhofen a Zurigo

ven, lug 24, 2009

Photo

Santiago Calatrava | La stazione Stadelhofen a Zurigo

L’architettura di Santiago Calatrava, frutto di complicati modelli matematici espressi nelle forme ondulate, richiede un’attenzione maggiore da parte del fotografo milanese Paolo Rosselli poiché esse vivono non solo nello spazio ma anche nel tempo.

Le sue opere possono essere considerate come oggetti mobili, in quanto la loro configurazione definitiva avviene nel tempo attraverso il movimento di determinati elementi.

Le fotografie congelano questo movimento in un dato momento suggerendo nel contempo l’equilibrio che le forme dinamiche emanano. Nell’istante dello scatto fotografico Paolo Rosselli cerca di trovare il tempo di questa architettura che “non è più un semplice parametro del moto (come nel futurismo), ma una misura delle evoluzioni interne di un mondo in non-equilibrio”.

Nella stazione Stadelhofen a Zurigo tutto ruota intorno alla lunga fascia della stazione, che diventa, per la caratteristica disposizione dell’ambiente circostante, un luogo fortemente caratterizzante. La stazione, infatti, segue il profilo della collina e l’opera di Santiago Calatrava si pone come “il ridisegno di una infrastruttura nel momento in cui attraversa la città, e quindi necessita di una trasformazione per acquisire un valore particolare”.

L’ampiezza dell’intervento ha consentito all’architetto iberico di modificare organicamente il territorio nel tentativo di riconfigurarlo attraverso gli elementi tipici della ferrovia, i sottopassaggi, le pensiline, i ponti, a cui si mescolano gli orologi e la segnaletica ordinaria.

Non si percepisce nelle fotografie di Paolo Rosselli nessuna attenzione verso la folla che anonima attraverso il suo campo visivo, anzi sembra quasi che rifugga dal riprendere la gente. La stazione di Santiago Calatrava si rivela un luogo contemplativo che attutisce il fragore dei treni, le vedute sono lontane dal gusto futurista per il rumore e la velocità, e si avvicinano più alla dimensione onirica surrealista. Le immagini lasciano intuire l’importanza della geometria, l’elemento con il quale Rosselli dà corpo alle sue visioni, la cui sostanza è puramente mentale.

Il fotografo blocca il “reale” nell’istante fotografico in cui tutti gli oggetti diventano segni e frammenti ricomposti da un occhio attento, dove l’uomo è una traccia ai margini dello spazio che li separa e collega.

© thanks Nick Yoon for the thumbnail’s photograhy

Bahnhof Zürich Stadelhofen

Official Website Santiago Calatrava

Paolo Rosselli

calatrava_stadelhofen_train_station   Santiago Calatrava | La stazione Stadelhofen a Zurigo di notte

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