80 polaroid in bianco e nero sono il corpus della mostra che la Galleria Poggiali di Firenze dedica a Patti Smith, l’icona del rock anni ‘70 che nel tempo sta scoprendo nuove strade per esprimere il suo talento.
La retrospettiva curata da Jonathan Nelson e Lorenzo Poggiali mostrano una parte inedita di Patti Smith e dell’amore che l’artista ha per Firenze. Le 80 fotografie, realizzate da Patti negli ultimi 5 anni, svelano l’amore per la grande arte del rinascimento e sopratutto per Michelangelo da cui sembra aver tratto ispirazione.
Le fotografie se non fossero state scattate da Patti Smith forse non susciterebbero tutto il clamore e la curiosità che hanno destato. Sono fotografie banali che non aggiungono nulla al già visto, lontani anni luce da quelle del suo grande amico Robert Mapplethorphe che pure si è cimentato con la bellezza classica delle statue del Buonarroti.
Le fotografie di Patti Smith sono quelle che tutti noi abbiamo nei nostri album di famiglia, chiuse nei cassetti e orgogliosi di farle vedere ogni tanto al malcapitato di turno, E’ pur vero che come dichiara la cantante più che fotografie sono oggetti che racchiudono molto di più di un attimo, qualcosa di molto prezioso che non potrà mai rivedere, ma questa è la sensazione che chiunque di noi ha nello scattare una fotografia.
Niente di originale dunque. E sembra abbastanza pretestuosa la sua voglia di essere accomunata ai grandi maestri del passato, oggetti del suo lavoro, quanto ai grandi fotografi che si sono cimentati nel “trasformare” una bellezza senza tempo tridimensionale come una scultura, in un oggetto bidimensionale che rivela la bellezza interiore dell’opera come può essere una fotografia.
Patti Smith cerca di trasformare tutto il mondo attraverso l’occhio critico del suo obiettivo, e se da un punto di vista musicale è stata una vera innovatrice, nell’arte visuale lascia un po’ a desiderare richiamandosi troppo spesso a Mapplethorpe di cui ritrae il tamburello che lo stesso Robert costruì per lei nel 1967 per il suo 21esimo compleanno.
Interessanti sono i ritratti di Virginia Wolfe e di Herman Hesse. Interessanti niente di più.
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mar, set 15, 2009
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