Peter Eisenman, il famoso architetto statunitense, ha recentemente attaccato politica e istituzioni che condizionano l’architettura del Belpaese e non solo.
Dice Eisenman: «Certo in Italia la politica condiziona l’architettura. Ma in America è peggio. Lì sono sempre i soldi a imporre i progetti. È per questo, per far piacere agli investitori, che la ricostruzione del World Trade Center si è ormai ridotta ad una semplice operazione di speculazione edilizia. Ed è proprio così che, negli Stati Uniti di George W.Bush, il denaro ha finito per annullare la creatività».
Impegnato da sempre nella ricerca dell’impatto sociale del progetto spiega che in Italia non è la politicizzazione del progetto il problema ma le commissioni piene di ingegneri e tecnici troppo vecchi che penalizzano la creatività e le novità.
Peter Eisenman è uno di quelli che ha maggiormente sviluppato la riflessione teorica sui problemi metodologici e linguistici dell’architettura. Tra i suoi progetti più importanti ricordiamo il monumento all’olocausto realizzato nel 2005 a Berlino e costato 27 milioni di Euro che tante polemniche ha scatenato per colpa delle sue crepe e della sua umidità.
«Il mio non vuole essere un luogo della memoria, non vuole ricordare le vittime, non vuole denunciare nessun orrore perché quel tipo di orrore è irrappresentabile, ogni descrizione è comunque inadeguata». E per quanto riuguarda la scelta del cemento spiega Eisenman <<una soluzione ci sarebbe, un silicone spagnolo che sarebbe perfetto, ma i tedeschi vogliono solo materiali made in Germany».
Memorial to the Murdered Jews of Europe
© Peter Eisenman | Memorial to the Murdered Jews of Europe | Berlin
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lun, feb 16, 2009
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